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Costi e vantaggi della qualità

La qualità ha un costo ma anche la non qualità ha un costo.
Per produrre un prodotto/servizio di qualità vuol dire, per un'azienda, avere la possibilità concreta di fare business. Mentre, produrre un prodotto/servizio di non qualità provoca per un'azienda, più di un pericolo da evitare.
Il primo:
Un prodotto di non qualità non soddisferà a lungo un cliente provocando insoddisfazione, che una volta percepita difficilmente si potrà modificare. In questo caso il cliente è perso per sempre.
Il secondo:
Realizzare un prodotto di non qualità determina all'azienda una serie di costi che appesantiscono il prodotto, la sua vita commerciale, "affossando" alla lunga l'azienda. Quindi, fare "qualità" può rappresentare un modo per ridurre i costi di produzione e migliorare la gestione.
Da un'indagine realizzata dal Sincert emerge che l'adozione di un Sistema Qualità riduce i costi del 25%, gli scarti del 55% ed i reclami del 61%.
“Questo significa che l'azienda di qualità è più efficiente, ossia produce meglio spendendo meno”.
Dunque, l'impatto della qualità sui profitti e sulle perdite può risultare particolarmente rilevante soprattutto sul lungo periodo. Occorre pertanto che l'efficacia del Sistema Qualità sia misurata in termini economici.
L'obiettivo principale del rilevare e riportare i costi della qualità e della "non qualità" è quello di fornire i mezzi per valutare l'efficacia del sistema e creare le basi per programmi di miglioramento".
Una ricerca settoriale effettuata verso la fine degli anni '90 presso un campione rappresentativo delle Aziende Italiane che misuravano i costi della non qualità ha permesso di rilevare che tali costi possono arrivare fino al 18/20% del fatturato.
COSTI DELLA QUALITÀ
Si suddividono in:
A) Costi di Prevenzione:
Sono i costi che l'azienda sostiene con lo scopo di impedire che si commettano errori, cioè per svolgere bene le proprie attività.
Essi comprendono:
-         sviluppo e applicazione di un Sistema Qualità.
-         formazione e addestramento del personale
-         indagini sui fornitori
-         miglioramento continuo
-         azioni correttive e preventive.
Contabilmente parlando non si tratta di costi, ma di investimenti per evitare costi ben più onerosi dovuti a disorganizzazione e mancata prevenzione.
B) Costi di Valutazione:
Sono i costi che l'azienda sostiene per verificare che i risultati dei suoi processi siano conformi ai criteri prefissati.
Essi comprendono:
-         verifiche sui processi produttivi
-         prove, controlli e collaudi per valutare la conformità alle specifiche
-         manutenzione e taratura della apparecchiature di prova ed ispezione
-         analisi dei dati di prove, controlli e collaudi
-         certificazioni di prodotto.
Si tratta di costi veri e pertanto è necessario valutare opportunamente il grado e l'estensione dei controlli.
COSTI DELLA NON QUALITÀ
Si suddividono in:
A) Costi degli insuccessi interni:
Sono i costi sostenuti per errori commessi durante la gestione delle attività prima che il prodotto o il servizio sia consegnato al cliente.
Essi sono:
-         scarti, rilavorazioni e riparazioni nel corso della produzione
-         rifacimento di attività di servizio non perfettamente eseguite
-         spese per il personale distolto dalla regolare produzione per correggere errori, per cernite ed altro ancora 
-         costi di declassamento di prodotti mal fabbricati
-         pagamenti in ritardo di fatture emesse
-         costi di scorte per sostituire eventuali prodotti contestati
-         attività interne per campagne di richiamo dal mercato
-         costi supplementari di trasporto.
B) Costi degli insuccessi esterni:
Sono i costi sostenuti per errori su prodotti evidenziati dal cliente o per servizi mal resi. Sono quindi costi che si generano per non aver rilevato per tempo gli errori commessi internamente, sfuggiti alle attività di prove, controlli e collaudi. Sono i costi più pesanti perché comportano anche la perdita di fiducia del cliente, la sua insoddisfazione e nei casi più gravi la perdita del cliente stesso.
Pur tralasciando la perdita di immagine, la perdita di possibilità di affari conseguenti alla insoddisfazione dei clienti rientrano in questa categoria i:
-         costi per prodotti o servizi respinti dal cliente
-         costi per danni derivati dall'impiego di prodotti non conformi
-         costi per la gestione dei reclami
-         costi per risarcimenti
-         costi per il personale che interviene presso il cliente
-         costi di trasporto per la sostituzione dei prodotti
-         rilavorazioni e riparazioni interne di prodotti restituiti dal cliente
-         costi per il recupero di prodotti in commercio o presso i clienti
-         costi per interventi di assistenza in garanzia.
Soltanto investendo nella qualità si possono ridurre o annullare i costi della non qualità e, conseguentemente, aumentare i profitti aziendali.
 
Dott. Andrea de Ninno
Consulente Direzionale
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